A Marina di Pisciotta, in provincia di Salerno, torna il Raduno nazionale della vela latina, giunto alla sua 21ª edizione. Dal 4 al 6 settembre il porto accoglierà imbarcazioni ed equipaggi provenienti da diverse marinerie italiane, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Toscana alla Lombardia, insieme alle realtà della costiera amalfitana e di Pozzuoli. Un appuntamento che trova nell'Asd affiliata Uisp Circolo Nautico Portosalvo uno dei suoi principali protagonisti e che da oltre vent’anni riunisce appassionati di una tradizione profondamente legata alla storia delle comunità costiere.
"Per noi della costa, il mare non divide ma unisce le nostre culture e la vela latina è uno dei simboli di questa unione", racconta Cosimo Maiorino Balducci, presidente del comitato territoriale Uisp Salerno. È questa la cifra di un appuntamento che mette insieme persone e territori diversi attraverso una passione condivisa. "Ovunque vi siano appassionati di questo tipo di barca - racconta Maiorino Balducci - normalmente sono 15-20 gli equipaggi iscritti, per un totale di circa cento persone, con cinque o sei componenti ciascuno".
La vela latina non è una costruzione moderna, ma un tipo di armo che ha caratterizzato il Mediterraneo per secoli, dalla Spagna all’Italia, dall’Africa alla Grecia. La sua caratteristica più riconoscibile è la grande vela triangolare, una forma che la distingue dalla vela al terzo, di forma trapezoidale e diffusa soprattutto nell’Adriatico settentrionale. Era una vela da lavoro, utilizzata per la pesca, prima di cedere progressivamente il passo alle barche a motore nel secondo dopoguerra. A Marina di Pisciotta questa memoria è rimasta particolarmente viva: "Fino agli anni Cinquanta la vela latina veniva ancora utilizzata per andare a pescare e per questo - spiega Maiorino Balducci - è molto cara alle persone del luogo".
La tradizione vive non soltanto nella navigazione, ma anche nella costruzione delle imbarcazioni. Sono tre le categorie presenti al raduno: gozzi fino a otto metri, gozzetti fino a cinque metri e lance, caratterizzate dalla poppa tagliata. Tutte sono costruite a mano dai cosiddetti maestri d’ascia, attraverso un lavoro che richiede tempo e una conoscenza profonda dei materiali. "Il mastro d’ascia deve scegliere il legno direttamente in fase di taglio e poi modellarlo. Per costruire una di queste barche ci vogliono almeno un paio d’anni", racconta il presidente di Uisp Salerno. A Marina di Pisciotta questa competenza è rappresentata da persone come Giovanni Cammarano, mastro d’ascia conosciuto in tutta Italia, che continua a costruire barche per appassionati provenienti da diverse regioni.
Il programma della manifestazione si concentra nelle giornate di sabato e domenica, con le uscite in mare e i momenti dedicati all’incontro tra gli equipaggi, perché il senso della manifestazione non è soltanto quello di riportare queste imbarcazioni in acqua. "Lo scopo del raduno non è la gara ma il ritrovarsi, lo stare insieme, condividere una passione", sottolinea Maiorino Balducci. Una dimensione conviviale che trova il suo momento più evidente nella serata di sabato, quando gli equipaggi si ritroveranno al porto per mangiare insieme, dopo la premiazione alla carriera del maestro d'ascia Giovanni Caputo.
La candidatura della vela latina alla Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO aggiunge un ulteriore elemento al percorso di valorizzazione di questa tradizione. Nel marzo 2025 è stato presentato a Parigi un dossier elaborato attraverso un gruppo di lavoro internazionale composto da Italia, Croazia, Francia, Grecia, Spagna e Svizzera. Il percorso riguarda un’eredità di saperi e tecniche tramandata da numerose comunità del Mediterraneo: navigare con la vela latina richiede conoscenze sulle manovre e sulla regolazione delle vele, sulla meteorologia e sull’ambiente marino, sulla manutenzione delle barche, ma anche la trasmissione di rituali, proverbi e narrazioni.
Il valore della candidatura sta quindi in una pratica che comprende molto più della sola imbarcazione: riguarda i saperi, i mestieri e le comunità che nel tempo hanno mantenuto viva questa cultura del mare. Ed è proprio questa dimensione che si ritrova a Marina di Pisciotta, dove il raduno porta insieme persone provenienti da marinerie diverse e restituisce al mare la sua funzione di luogo di incontro attraverso lo sport. (Lorenzo Boffa)